lunedì 18 marzo 2013

Anti-camera oscura

E così, dopo mesi senza necessità di alcun tipo di sfogo, sono tornato. Non perché abbia qualcosa di cui sfogarmi, ma mi dispiace lasciare questi spazi bianchi. A dispetto della solita misantropia stavolta c'è il nulla.
Avete presente quando nei cartoni animati c'è una scena in cui il personaggio si ritrova nel mezzo di un foglio bianco? Ecco, la situazione è più o meno questa. Un punto, in mezzo al nulla. Nonostante in questo nulla ci sia un'autostrada di pensieri e idee, io mi trovo esattamente al centro, non curante di ciò che mi circonda, immobile ad osservare il niente, se non quei 2-3 punti chiave del momento. Insomma, anche nella totale assenza di percezioni, qualche obbiettivo lo si dovrà pur osservare. E' a questo punto che non si capisce cosa sia questa proiezione: se il Nirvana o l'apatia, se l'alienazione o la tranquillità; ma non si sta male, specie per chi si è spesso lamentato dello stacanovismo della propria materia grigia.
Cercare di entrarsi nella testa, aprire la porta e trovare una casa svaligiata, un posto che ha appena subito un trasloco. I pensieri, quei pochi generati (perché sì, ce ne sono solo di nuovi), echeggiano come meglio credono e trovano tutto lo spazio per poter crescere, svilupparsi ed evolversi. Un passaggio da una discarica, un'accozzaglia di materiale buttato alla rinfusa, all'ordine e la disinfezione degna di una sala operatoria. Tabula rasa.
Comodo, molto comodo. Ma in parte inquietante. Un po' come quando lasciavi la tua stanza come se avesse subito i bombardamenti di Beirut dell'82 e uscivi, e al tuo rientro trovavi tutto lindo e pinto, magicamente e misteriosamente, e rimanevi perplesso su cosa potesse essere successo mentre eri via.
Più o meno siamo a questo punto. Anche se in realtà ci sarebbe una postilla.
In questa stanza enorme, bianca e vuota c'è una figura. Una sorta di Morpheus che ha in mano le due solite pasticche; a differenza dell'originale, qui, le pasticche sono le stesse: Pillola blu "ma siii, ma che te ne frega", Pillola rossa "ma siii, ma che te ne fotte". Un fantastico pusher inesistente che ti regala generosamente dei <blocca-qualsiasi-tipo-di-domanda>, che allegramente trangugi e ti ritrovi a pensare: "Ok, sono qui. Non c'è niente, bene!".
Dimentica i perché, dimentica l'approccio scientifico. E' una situazione comoda, con quei 2-3 punti chiave del momento.
Finché funziona il sistema basale, concentrato sulle cose importanti, quelle da finire, non ha senso decorare la stanza; tanto non ha bisogno di colori, non ci si sta male.
Prendo la sedia accanto al mio Morpheus, mi siedo, e aspetto che qualcuno, o qualcosa, faccia il suo ingresso da quella piccola, minuscola, lontana porta in tinta con il resto della stanza.